Intervista a Luigi De Rosa

๐‹’๐ข๐ง๐ญ๐ž๐ซ๐ฏ๐ข๐ฌ๐ญ๐š ๐๐ž๐ฅ ๐Œ๐š๐ซ๐ญ๐ž๐๐ขฬ€
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– Ci sono state e ci sono le circostanze, antiche e nuove. Adesso sono le esigenze familiari. Molto anni fa furono gli obblighi del lavoro. Entrai in marina diciassettenne, nel 1964. Il richiamo del mare, la voglia di conoscere posti nuovi, il bisogno di essere indipendente, di non gravare sulla famiglia, poichรฉ vi erano stati dei dissesti finanziari, furono i motivi principali. Poi, dopo sette anni di marina militare, passai nellโ€™aviazione commerciale. Spostamenti piรน rapidi, una paga migliore e maggior tempo in famiglia. Riconosco di essere un soggetto irrequieto.
โ€ข ๐ƒ๐จ๐ฏ๐ž ๐ฌ๐ข ๐ญ๐ซ๐จ๐ฏ๐š ๐ข๐ง ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐จ ๐ฆ๐จ๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐จ ๐ž ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ช๐ฎ๐š๐ฅ๐ž ๐ฆ๐จ๐ญ๐ข๐ฏ๐จ ?
– In Colombia. Nella cittร  di Villavicencio, capitale del dipartimento del Meta, la cui economia si basa su petrolio, agricoltura, allevamento e pesca fluviale. A 100 km da Bogotร . Nel centro della nazione, dove sfuma la cordigliera e inizia la vasta pianura orientale che termina allโ€™incontro della foresta amazzonica. Mia moglie รจ italo-colombiana. Il padre emigrรฒ ventenne da Mantova nel 1932. Qui lavorรฒ in diverse cittร . Infine giunse e si adattรฒ a Villavicencio con la moglie e molti figli. 14, di cui 11 maschi e 3 femmine. Il numero dei nipoti, ormai grandi e sposati, supera la cinquantina. Adesso ci sono i nipotini e questo ci impone, a mia moglie e a me, di trascorrere molti mesi ogni anno da queste parti.
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– Preciso che ho svolto una lunga ricerca storica prima di iniziare a scrivere il romanzo. Vorrei dire come e perchรฉ scelsi Plinio il Giovane e non il Vecchio. Inizialmente il romanzo aveva come protagonista Plinio il Vecchio, padre adottivo di Cecilio. Ma si verificรฒ un fatto. Piรน cercavo notizie sullโ€™ammiraglio capo della Classis Misenesis, piรน risaltava la figura del figliastro. Due uomini sorprendenti. Rilessi le lettere di Plinio il Giovane. Sono una miniera di note, impressioni, disposizioni e dati del primo secolo dopo Cristo. Decisi di adottare per il tessuto del romanzo la tecnica della Chronica e delle Epistolae. E adesso veniamo alla tema della veritร , Lโ€™eruzione del Vesuvio รจ narrata da Cecilio. Ho creato di mio il viaggio da Miseno a Pompei intrapreso dallโ€™ammiraglio per portare aiuto ai suoi amici e ho montato il funerale dellโ€™ammiraglio morto sulla spiaggia di Pomponiano, dove erano bloccate le liburne di Miseno per i venti contrari richiamati dal calore dellโ€™eruzione. Le lettere messe nel romanzo, immaginate e scritte da me, allโ€™imperatore Tito e allโ€™amico Semplicio, hanno un fondo di veritร  e le ho adattate per la costruzione della fabula, e dare nuova voce a Cecilio e perciรฒ si possono considerare false fino a un certo punto. Ricopiandole pari pari sarei stato accusato di plagio. Le lettere originali fanno parte della raccolta giunta fino a noi. Le ho studiate una per una, parola per parola, immaginando il carattere di Cecilio. Amava la moglie, rispettava gli amici, non tollerava la corruzione, cercava la giustizia attraverso la veritร , gratificava i suoi soldati. Era saggio, giusto, generoso, ironico. Tutto scritto nelle lettere, quelle originali, di Cecilio. Sapeva come addolcire la suocera, Celerina; come insinuare nella testa dellโ€™imperatore che qualcosa andava fatto per rimettere certi valori al loro posto. Allievo di Quintiliano, e educato dal vecchio Plinio, non poteva avere carattere diverso. Che altro mi fece decidere di porre come personaggio principale del romanzo Cecilio e non lโ€™ammiraglio? Il previlegiare la veritร , e non la menzogna: Auctoritas cara al console, prima di Siria, poi di Bitinia. Da Amastri in Bitinia nellโ€™anno 100 scrisse la lettera a Traiano.
โ€ข ๐๐ฎ๐š๐ฅ ๐žฬ€ ๐ข๐ฅ ๐ฆ๐จ๐ญ๐ข๐ฏ๐จ ๐œ๐ก๐ž ๐ฅ’๐ก๐š ๐ฌ๐ฉ๐ข๐ง๐ญ๐š ๐š๐ ๐ข๐ฆ๐ฆ๐š๐ ๐ข๐ง๐š๐ซ๐ž ๐๐ฅ๐ข๐ง๐ข๐จ ๐ญ๐จ๐ฅ๐ฅ๐ž๐ซ๐š๐ง๐ญ๐ž ๐ฏ๐ž๐ซ๐ฌ๐จ ๐ข ๐œ๐ซ๐ข๐ฌ๐ญ๐ข๐š๐ง๐ข ๐ž ๐œ๐จ๐ง๐ฏ๐ข๐ง๐ญ๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฅ๐จ๐ซ๐จ ๐ข๐ง๐ง๐จ๐œ๐ฎ๐ข๐ญ๐šฬ€?
– Domiziano era morto, succeduto da Nerva che a Roma sospese la persecuzione dei cristiani. Tutto perรฒ a voce. Nessun proclama scritto. Tacito, nel 110, scrisse che Nerone forse la cominciรฒ, forse per proprio conto, ma che non vi era una politica ufficiale da porre in relazione ai cristiani. Domiziano aveva ordinato la condanna dei cristiani che non lo adorassero come dio. Ma cosa accadeva in Bitinia e in Siria? I governatori locali, avidi e corrotti, usando a loro vantaggio i vecchi ordini di Domiziano, sequestravano i beni dei cristiani e, per impossessarsene, li condannavano a morte senza processo. Cecilio, in qualitร  di giudice, non tollerava lโ€™arbitrio. Morto Nerva, scrisse allโ€™imperatore Traiano. Il desiderio di giustizia gli dette il coraggio per sollecitare il capo dellโ€™impero a mettere nero su bianco. Traiano rispose per iscritto e gli dette ragione. In questo ravviso la grande forza di Cecilio. Provocรฒ lo scontro tra il potere dei governanti e il suo potere giuridico e per amore della veritร . Nellโ€™intera narrazione ho suggerito lโ€™importanza della veritร , anche se il testo si accompagna con la fantasia, come del resto la maggior parte dei romanzi storici. Domanda: Plinio fece apologia del cristianesimo? Forse sรฌ. Aveva amici cristiani. Salvarli in un impero corrotto e attaccato da barbari da piรน parti non poteva nuocere piรน di tanto. Forse colse la naturalezza della veritร  che animava i cristiani. Forse previde lโ€™inevitabilitร  dei tempi. Non si sa dove morรฌ Plinio il Giovane. In Siria? In Bitinia? Conoscendone la tomba gli porterei dei fiori.
โ€ข ๐‚๐ก๐ž ๐๐ข๐Ÿ๐Ÿ๐ž๐ซ๐ž๐ง๐ณ๐š ๐œ’๐žฬ€ ๐ญ๐ซ๐š ๐ฅ๐š ๐ฉ๐ข๐ณ๐ณ๐š ๐๐ข ๐๐จ๐ ๐จ๐ญ๐šฬ€ ๐ž ๐ช๐ฎ๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐๐ข ๐๐š๐ฉ๐จ๐ฅ๐ข?
– Si nota. E come! Ho un cognato colombiano che ha aperto una pizzeria. Non cโ€™รจ nulla da fare. Quando ci vado soffro. La differenza dipende dallo Spirito Santo. Lโ€™aria. Qui รจ rarefatta. Una cosa รจ lโ€™impasto a livello del mare e una cosa รจ lโ€™impasto a 3000 metri di altitudine. Lโ€™acqua. Quella di Napoli รจ miracolosa. Qui lโ€™acqua non sa di acqua. Non so nemmeno io di che cosa sa. La farina. In Italia ne esistono vari tipi, Tipo 1, 0, doppio zero. Il pizzaiolo decide come regolarsi. Lโ€™Italia produce 2 milioni di tonnellate di grano. La Colombia non arriva a 7000 tonnellate. Importano da mezzo mondo. Come diceva Luca a Concetta in Casa Cupiello: โ€ฆnon รจ arte tuaโ€ฆ Antonio, mi creda, qui il pane non lo sanno fare. Mi mancano le ciriole e gli sfilatini, Caffรจ sรฌ. Quello รจ loro specialitร . Anche lโ€™arepa, una specie di pizzetta di mais. Se poi qui sulla pizza mettono pomodoro locale, tutto idroponico, cacio mozzarella, come la chiamano, molto grassa, allora la notte non si dorme.
โ€ข ๐‚๐จ๐ฆ๐ž ๐žฬ€ ๐š๐ฉ๐ฉ๐ซ๐จ๐๐š๐ญ๐จ ๐ง๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐œ๐š๐ฌ๐š ๐„๐๐ข๐ญ๐ซ๐ข๐œ๐ž ๐’๐จ๐ฅ๐Ÿ๐š๐ง๐ž๐ฅ๐ฅ๐ข?
– Attraverso un agente letterario. Il romanzo, con altro titolo, Apologia di una Superstizione, superรฒ la prima fase (2 in tutto) del primo concorso Io Scrittore, bandito dagli editori Mauri e Spagnol. Questo fatto convinse la signora Costantino a sottoporre il testo allโ€™editore Marco Solfanelli.
โ€ข “๐ˆ๐ฅ ๐ฉ๐ข๐ญ๐ญ๐จ๐ซ๐ž ๐๐ข ๐๐š๐ซ๐ง๐ข” ๐žฬ€ ๐ฌ๐ญ๐š๐ญ๐จ ๐ฎ๐ง ๐ฅ๐ข๐›๐ซ๐จ ๐œ๐ก๐ž ๐ก๐š ๐š๐ฏ๐ฎ๐ญ๐จ ๐ฎ๐ง ๐จ๐ญ๐ญ๐ข๐ฆ๐จ ๐ฌ๐ฎ๐œ๐œ๐ž๐ฌ๐ฌ๐จ. ๐’๐ž ๐ฅ๐จ ๐š๐ฌ๐ฉ๐ž๐ญ๐ญ๐š๐ฏ๐š?
– A dire il vero, no.
โ€ข ๐ˆ๐ฅ ๐ซ๐š๐œ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐จ ๐ฆ๐ž๐ญ๐ญ๐ž ๐ข๐ง ๐ž๐ฏ๐ข๐๐ž๐ง๐ณ๐š ๐ข๐ฅ ๐๐ข๐Ÿ๐Ÿ๐ข๐œ๐ข๐ฅ๐ž ๐ซ๐š๐ฉ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐จ ๐ญ๐ซ๐š ๐ฅ๐š ๐ซ๐ž๐š๐ฅ๐ญ๐šฬ€ ๐ž ๐ฅ’๐š๐ซ๐ญ๐ž ๐œ๐ก๐ž ๐ง๐จ๐ง ๐œ๐จ๐ง๐ฌ๐ž๐ง๐ญ๐ž ๐š ๐“๐ž๐จ, ๐ฉ๐ข๐ญ๐ญ๐จ๐ซ๐ž ๐๐ข ๐ญ๐š๐ฅ๐ž๐ง๐ญ๐จ, ๐š ๐ฌ๐›๐š๐ซ๐œ๐š๐ซ๐ž ๐ข๐ฅ ๐ฅ๐ฎ๐ง๐š๐ซ๐ข๐จ. ๐„ฬ€ ๐ฎ๐ง๐š ๐ฌ๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐š ๐ฏ๐ž๐ซ๐š ๐จ ๐š๐ง๐œ๐ก๐ž ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐š ๐žฬ€ ๐Ÿ๐ซ๐ฎ๐ญ๐ญ๐จ ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฌ๐ฎ๐š ๐Ÿ๐š๐ง๐ญ๐š๐ฌ๐ข๐š?
– Lโ€™uno e lโ€™altra. Forse avendo frequentato lโ€™ambiente dei pittori ho capito lโ€™uso delle โ€˜velatureโ€™, di certi โ€˜chiaroscuriโ€™, delle false prospettive. Nel romanzo Teo, e il suo collega Cecco, e anche Amina la modella nera, (che Teo definisce negra per meglio definirne la bellezza da ritrarre con Negritudine, e Teo non intingerร  mai le setole nel nero assoluto ma solo con aggiunta di altri colori), sono riusciti bene come ritratto. Voglio dire sono immediati e rendono subito lโ€™idea del loro carattere. Ho preso qualche spunto dalla realtร , dal vissuto di due amici artisti, vissuti in Sud America. Nel reale quotidiano gli artisti noti sono, o erano, inseriti nelle buone gallerie. Altri, meno noti, stentano, o hanno stentato, non per mancanza di bravura, ma perchรฉ non vi รจ stato o non vi รจ il modo, il tempo giusto per esporre o avere contratti con i galleristi. Pittura e scrittura spaziano in ambienti difficili, a volte ostili allโ€™artista. La politica, a esempio, ha il suo peso. Un artista che si schiera da una parte o dallโ€™altra, secondo me, รจ un artista dimezzato, come il famoso visconte.
โ€ข ๐๐ž๐ซ๐œ๐ก๐žฬ ๐ก๐š ๐š๐ฆ๐›๐ข๐ž๐ง๐ญ๐š๐ญ๐จ ๐ฅ๐š ๐ฌ๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐š ๐š ๐๐š๐ซ๐ง๐ข?
– Volevo unโ€™ambientazione dove acqua e piante abbondassero. Sono elementi che emanano luce vera, quella di cui ha bisogno ogni pittore per fissare lo spettro sulla tela. La Valnerina era lโ€™ideale. Il luogo magico lo trovai tra Narni e Stifone. Da quelle parti il Ghirlandaio dipinse la sua Vergine. Teo nel museo Eroli ne rimane folgorato (anchโ€™io, devo dire, lo fui). Lโ€™amico Spina, col fine di proporre un luogo, volle che visitassi la dimora dellโ€™artista Alvaro Caponi. Il maestro mi accolse con molta cordialitร . Il caso vuole che la sua dimora insista sui resti di quella che fu la villa di Pompeia Celerina, suocera di Plinio il Giovane. Tale fortuita coincidenza ha creato un particolare legame tra noi. Ora, in una parte della dimora, chiamata Domus Octavia, scorre acqua in abbondanza. Ci sono due mulini medievali ricostruiti, non funzionanti, ma ancora attraversati da torrenti dโ€™acqua. Una volta inquadrato lโ€™ambiente per Teo, mi fu facile comporre la trama del romanzo. La ex moglie la sistemai a Narni, nella casa che appartenne a Teo.
โ€ข ๐‚๐ก๐ž ๐ซ๐š๐ฉ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐จ ๐œ’๐žฬ€ ๐จ๐ ๐ ๐ข ๐ญ๐ซ๐š ๐ฅ’๐š๐ซ๐ญ๐ž ๐ž ๐ฅ๐š ๐ฌ๐œ๐ซ๐ข๐ญ๐ญ๐ฎ๐ซ๐š?
– Entrambe sono creazioni, vibrazioni raccolte e a cui si รจ dato forma. Ossia Poiesis. Cito un motto di Orazio: Pictura ut poiesis. Ancora oggi possiamo dire che sono parenti tra loro e anche molto strette. Sono entrambe ekfrasi e vanno nei due sensi ma sulla stessa direzione, una con il lato iconologico e lโ€™altra col lato semiotico. Si potrebbero immaginare, una poesia e un quadro, come cabine panoramiche di una stessa funivia, una in salita e lโ€™altra in discesa, eppure con lo stesso compito: trasportare persone, meglio detto, atte le due poiesis a trasferire emozioni dallโ€™esterno verso lโ€™interno o viceversa dallโ€™interno verso lโ€™esterno usando segni differenti, la pennellata o la parola: nel primo caso mi riferisco alla pittura e nel secondo caso alla poesia o al romanzo e controllate dalle vibrazioni. La pittura puรฒ descrivere una poesia e la poesia puรฒ descrive una pittura. Si tratta di tradurre immagini in parole e parole in immagini. Se guardiamo indietro, nel neolitico vediamo come, ancora prima della scrittura, i segnali rupestri fossero: pittura, scultura e scrittura nello stesso tempo. (Ho curiositร . Chissร  se Lacan li assimilerebbe ai 3 tempi dellโ€™uomo, tempo reale, tempo simbolico, tempo immaginario). La separazione avvenne con la comparsa della scrittura ma il profondo legame regge anche se oggi prevale il messaggio estetico sul segno. Una domanda viene spontanea: la scrittura รจ arte o mestiere? Qualcuno provi a rispondere. โ€œPer chi scrivi, perchรฉ scrivi, come scrivi, quanto scrivi, quando scrivi?โ€ e via elencando. Le domande cessano quando si ristabilisce il motto di Orazio, appunto. Tacita tutti. Ci sarebbero, a seguire, lโ€™interpretazione e la recitazione dei testi ma qui sconfinerei.
โ€ข ๐‚๐ก๐ข ๐žฬ€ ๐ฅ’๐š๐ฎ๐ญ๐จ๐ซ๐ž ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐œ๐จ๐ฉ๐ž๐ซ๐ญ๐ข๐ง๐š ๐๐ž๐ฅ ๐ฅ๐ข๐›๐ซ๐จ?
– Il pittore Albertino Spina che mi fece anche conoscere il maestro Caponi. Due ottimi artisti ma che non sono pensati da me come ispiratori dei personaggi del romanzo. Sono affermati. La mascherina in copertina fissa un particolare del carnevale Narni. Dร  lโ€™idea della superficialitร  della moglie di Teo, da lei ridotto male. Devo confessare che mi sono divertito.
โ€ข ๐ƒ๐ฎ๐ซ๐š๐ง๐ญ๐ž ๐ฅ๐ž ๐ฏ๐š๐œ๐š๐ง๐ณ๐ž, ๐ฏ๐ข๐œ๐ข๐ง๐จ ๐š ๐ฎ๐ง ๐š๐ง๐ญ๐ข๐œ๐จ ๐ฉ๐š๐ฅ๐š๐ณ๐ณ๐จ ๐๐ž๐ฅ ๐Ÿ๐Ÿ”๐Ÿ’๐Ÿ, ๐๐จ๐ฏ๐ž ๐ž๐ซ๐š๐ง๐จ ๐ซ๐š๐Ÿ๐Ÿ๐ข๐ ๐ฎ๐ซ๐š๐ญ๐ž ๐ฌ๐ข๐ฆ๐›๐จ๐ฅ๐ข ๐ž ๐ฌ๐ž๐ ๐ซ๐ž๐ญ๐ข ๐๐ข ๐ฉ๐ซ๐š๐ญ๐ข๐œ๐ก๐ž ๐š๐ฅ๐œ๐ก๐ž๐ฆ๐ข๐œ๐ก๐ž ๐ž ๐ž๐ฌ๐จ๐ญ๐ž๐ซ๐ข๐œ๐ก๐ž, ๐ฅ๐ž๐ข, ๐œ๐จ๐ง ๐ฅ๐š ๐œ๐จ๐ฅ๐ฅ๐š๐›๐จ๐ซ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐๐ข ๐‘๐จ๐๐จ๐ฅ๐Ÿ๐จ ๐๐š๐ ๐š๐ง๐จ, ๐ก๐š ๐ฌ๐œ๐ซ๐ข๐ญ๐ญ๐จ “๐”๐ง ๐š๐ฅ๐œ๐ก๐ข๐ฆ๐ข๐ฌ๐ญ๐š ๐š ๐•๐ข๐ฅ๐ฅ๐ž๐œ๐จ๐ฅ๐ฅ๐ž๐Ÿ๐ž๐ ๐š๐ญ๐จ”. ๐‚๐ž ๐ง๐ž ๐ฉ๐ฎ๐จฬ€ ๐ฉ๐š๐ซ๐ฅ๐š๐ซ๐ž?
– Rodolfo Pagano รจ nato 97 anni a Villecollefegato, oggi Villerose, in provincia di Rieti. Ha grande esperienza letteraria. Laureatosi alla Federico II con Benedetto Croce, รจ stato segretario capo del Parlamento per lโ€™intera vita lavorativa. Ha pubblicato testi sulla Valle del Salto. Ci siamo conosciuti prima per internet, poi in paese, una quindicina di anni fa. Un giorno mi chiese di scrivere un libricino sulle antiche tradizioni del paesino. Non vidi perรฒ nulla di interessante in ciรฒ. La mia attenzione si fissรฒ invece sul palazzetto dellโ€™alchimista, sito di lato alla chiesa del paese. Anche in questo caso mi sorse una domanda muta, come per la ricerca della motivazione per il romanzo Plinio in Giovane. In quel caso: โ€œse i cristiani non offendono Roma perchรฉ condannarliโ€. Davanti al palazzetto mi chiedevo: โ€œma che cosa ci fa qui? Chi ce lโ€™ha messo e con quale scopo? Un alchimista in mezzo del nulla? Per quale miracolo? Per quale volontร  umana?โ€ Ne parlai a Rodolfo e restammo stupiti da quella semplice constatazione, direi da unโ€™evidenza sconosciuta agli stessi paesani. Ecco la motivazione che giustifica la nascita del romanzo: la stessa apparizione di una piccola casa alchemica, precedente a quella di Rivo dโ€™Utri. Uniche due testimonianze in provincia di Rieti. Scrivere un romanzo sullโ€™ignoto costruttore alchimista รจ stato rischioso, dato il contesto paesano. Le critiche del piccolo posto potevano arrivarci da qualunque lato. Perรฒ Rodolfo รจ uno storico pignolo, preciso al millesimo di secondo e ciรฒ รจ stato una buona garanzia per entrambi. Ci dividemmo i compiti. Rodolfo fece ricerche presso i padri teatini e io presso la curia reatina. Ci spartimmo i libri di alchimia da leggere per avere le informazioni utili per la formazione alchemica del personaggio principale, il chierico medico Lorenzo. Io componevo capitoli e Rodolfo tagliava per snellire. Ha tagliato davvero tanto. Abbelliva. Io ho descritto la Napoli del 600, lui il Cicolano di quellโ€™epoca. รˆ stata una nuova esperienza, un poco dura poichรฉ caratterizzare i personaggi, gli stati dโ€™animo da descrivere partendo da esperienze diverse non รจ semplice. Ma ce lโ€˜abbiamo fatta e questo ci ripaga del lavoro speso.
โ€ข ๐“๐ซ๐š ๐ข ๐ญ๐š๐ง๐ญ๐ข ๐ฅ๐ข๐›๐ซ๐ข ๐œ๐ก๐ž ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ฌ๐ข๐ž๐๐ž ๐œ’๐žฬ€ ๐ฎ๐ง๐จ ๐œ๐ก๐ž ๐ง๐จ๐ง ๐ก๐š ๐ฆ๐š๐ข ๐ฅ๐ž๐ญ๐ญ๐จ?
– Che possedevo. Ho dovuto smontare la libreria per mancanza di spazio nel nuovo appartamento. A dire il vero ce ne sono stati parecchi. I piรน per disporre di poco tempo libero. Ne cito uno in particolare: Il pendolo di Foucault. Umberto Eco รจ stato un grande scrittore. Ne ho letti un paio dei suoi. Il pendolo non mi fa godere la lettura poichรฉ il testo รจ costruito a scatole cinesi. Mi perdo, mi distraggo e devo tornare sulle pagine precedenti. Poi ci sono di mezzo i templari. E a me non suscitano molto interesse.
โ€ข ๐ˆ๐ฅ ๐ฌ๐ฎ๐จ ๐ซ๐š๐ฉ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐จ ๐œ๐จ๐ง ๐ฅ๐š
๐ฉ๐จ๐ž๐ฌ๐ข๐š ๐ช๐ฎ๐š๐ฅ ๐žฬ€?
– La poesia รจ il migliore mezzo di comunicazione in ogni nazione e con ogni lingua. Un verso mi aiuterebbe a esprimere qualcosa che detta con parole di uso corrente non avrebbe lo stesso significato. Una poesia permette di arrivare dove una lunga lettera fallisce. Da ragazzo ero capace di recitare a memoria โ€œI Sepolcriโ€. Che cosa significa per me la poesia? Antonio, mi permetta di rivelare ciรฒ che mi disse un amico giapponese a Tokyo, molti anni fa. โ€œI poeti sono pazzi. Tu sei pazzo?โ€ Un modo di pensare giapponese. Lรฌ i pazzi scrivono poesie. Da noi Italia no. Si scrive poesia per svariati motivi. Leggere una buona poesia di un poeta che mette su una riga una mia stessa vibrazione, perchรฉ di vibrazioni si tratta, rimate o meno, mi fa godere di una condizione che io ho vissuto o mi fa desiderare di viverla. Se poi ho conosciuto il poeta, magari come amico, in particolare se รจ defunto, mi rende riflessivo, mi infonde forza.
โ€ข ๐๐ฎ๐š๐ฅ๐ž ๐š๐ง๐ข๐ฆ๐š๐ฅ๐ž ๐ง๐จ๐ง ๐ฌ๐จ๐ฉ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐š?
– I topi, e i tarli come insetti. Entrambi roditori, entrambi distruttori di biblioteche. Qui i tarli, durante una mia prolungata assenza, hanno distrutto lโ€™intera enciclopedia letteraria della Bompiani. 12 volumi. I pesciolini dโ€™argento li reggo meglio. Li freno col bicarbonato di sodio. Pare che funzioni.
โ€ข ๐€ ๐ช๐ฎ๐š๐ฅ๐ž ๐ฌ๐œ๐ซ๐ข๐ญ๐ญ๐จ๐ซ๐ž ๐จ ๐ฉ๐จ๐ž๐ญ๐š ๐ฌ๐ข ๐ฌ๐ž๐ง๐ญ๐ž ๐ฅ๐ž๐ ๐š๐ญ๐จ?
– A Malcom Lowry. Forse per il comune passato di marinai. Capisco il senso di una sua poesia dal primo verso. E โ€œSotto il Vulcanoโ€, spettacolare romanzo, lo tengo sotto il cuscino. Fa pure rima! Quasi.
โ€ข ๐‡๐š ๐ฆ๐š๐ข ๐ฌ๐œ๐ซ๐ข๐ญ๐ญ๐จ ๐ฉ๐จ๐ž๐ฌ๐ข๐ž?
– Le poesie, dal mio punto di vista, non quello giapponese di cui parlavo anzi, si scrivono per amore, dolore, disperazione, o per una folgorante illuminazione della mente. Confesso che le ho scritte. In gioventรน, da bordo, alla prima fidanzata scrivevo poesie anzichรฉ lettere. La necessitร  di comporre versi cominciรฒ proprio a bordo. Nella solitudine, nel lungo distacco dalla madre terra. La composizione รจ stata la mia unica via di fuga, prima della prosa. Continuo a scrivere per fuggire da qualcosa, riempio un vuoto interno che mi porto dallโ€™infanzia, colmo qualcosa che mi รจ mancato. O forse sono un esibizionista frenato da un senso o da un tic che non so bene definire. Ne ho scritte molte, anche erotiche che non esporrรฒ mai. Dedicai una poesia a mio fratello mozzo sul vecchio transatlantico Caribia, morto ventenne per un male ritenuto incurabile una cinquantina di anni fa. Dedicai una poesia a mio padre, panettiere. La inviai nel 1981 al Premio Nazionale di Poesia indetto dai Lions di Milano. Quella volta la poesia โ€˜Piccioni di Porta Capuanaโ€™ vinse il primo premio. Ebbi una grande soddisfazione. A cinquantโ€™anni ho smesso. Un poeta deve avere la forza della metamorfosi. Cambiare senza perรฒ perdere il valore e il senso dei suoi primi versi. Io questa forza sento di non averla piรน. Forse sono deluso da come sta andando il pianeta. O forse sono diventato davvero vecchio.
โ€ข ๐’๐ž ๐ฅ๐ž๐ข ๐ฉ๐ž๐ง๐ฌ๐š ๐œ๐ก๐ž ๐ฅ๐š ๐ฉ๐จ๐ž๐ฌ๐ข๐š ๐ฌ๐ข๐š ๐ข๐ฅ ๐ฆ๐ข๐ ๐ฅ๐ข๐จ๐ซ๐ž ๐ฆ๐ž๐ณ๐ณ๐จ ๐๐ข ๐œ๐จ๐ฆ๐ฎ๐ง๐ข๐œ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐ข๐ง ๐จ๐ ๐ง๐ข ๐ฅ๐ข๐ง๐ ๐ฎ๐š ๐ž ๐ง๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐ฉ๐ž๐ซ๐œ๐ก๐žฬ ๐ง๐จ๐ง ๐ฉ๐ฎ๐›๐›๐ฅ๐ข๐œ๐š ๐ฅ๐ž ๐ฌ๐ฎ๐ž?
– In un lontano passato lo feci. DUE IN UN CASSETTO. Un volumetto le cui pagine furono condivise con un amico poeta. In dialetto napoletano. Poche copie. Edito dalla Laurenziana dei francescani di San Lorenzo Maggiore. A Napoli. Il secondo volumetto, ALGAS DE LUNA, bilingue, in Colombia. Ne furono stampate molte copie. Poesie di mare. Ma adesso siamo nel 21.mo secolo. La forza interna, l’energia ispirativa del poeta, non le trovo piรน.
โ€ข ๐€ ๐œ๐ก๐ข ๐๐ž๐๐ข๐œ๐š ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐š ๐ข๐ง๐ญ๐ž๐ซ๐ฏ๐ข๐ฌ๐ญ๐š?
– Ai miei lettori. Mi danno coraggio e speranza.

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