Intervista a Patrizia Bartoli

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– Sono felice che “Cuori imperfetti” ti sia piaciuto. Sento sempre crescere in me un poโ€™ di ansia quando ciรฒ che ho scritto, racconto o romanzo, non รจ piรน soltanto mio; quando deve affrontare la prova dei lettori. Per venire alla tua domanda: non credo che il talento sia sufficiente. Certamente aiuta, ma non puรฒ essere lโ€™unico ingrediente di una buona scrittura. Innanzitutto, รจ importante leggere. Leggere e ancora leggere. Poi avere una certa conoscenza delle tecniche di narrazione. Ci vuole molta applicazione e buoni insegnanti. Per questo devo ringraziare Enrico Rulli con cui ho lavorato per Cuori imperfetti e Nina, e Silva Ganzitti che mi ha seguito nellโ€™elaborazione dei racconti che fanno parte di alcune antologie, come Cronache di un tempo senza tempo, Metti un pomeriggio dโ€™estate, volume 1 e 2.
Uscendo un poโ€™ dal focus della domanda, permettimi di estendere il mio grazie anche a Marco Solfanelli, editore con cui pubblico dal 2019. Una persona squisita e competente.
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– Lโ€™ambientazione di Cuori imperfetti mi รจ assolutamente familiare. Io sono nata e sono vissuta per molti anni a Fornaci di Barga, un piccolo paese della media valle del Serchio in provincia di Lucca, che nel lontano 1916 aveva visto la costruzione di un immenso insediamento metallurgico, la SMI appunto. La fabbrica, come tutti la chiamavamo, era il respiro del paese. La sirena ne scandiva le ore di entrata e di uscita e risuonava per tutte le strade e le campagne intorno. Indimenticabile, per me. Quando ho deciso di dare vita ad Amelia, Carlo, Nadia e gli altri personaggi del romanzo, li ho immaginati immediatamente in quel microcosmo che conoscevo bene e di cui la fabbrica faceva parte a pieno titolo. Cuori imperfetti non รจ un romanzo autobiografico, mi piace sottolinearlo, ma indubbiamente ha molti spunti legati ai miei ricordi di bambina e di adolescente.
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– Nei mei racconti cosรฌ come in Cuori imperfetti parlo di donne. Soprattutto di donne che sono vissute negli Anni Sessata e Settanta in una condizione di separazione, emarginazione, subalternitร . Non per una questione socioeconomica, almeno non solo. Amelia, la protagonista di Cuori imperfetti appartiene alla classe borghese, รจ la moglie del vicedirettore della SMI, vive unโ€™esistenza privilegiata eppure non รจ felice. Sente su di sรฉ la pesantezza della solitudine, la distrazione di un marito che non la desidera piรน, la desolazione di non aver avuto figli di cui si assume completamente la colpa. Nadia, una delle segretarie della SMI, affronta la vita a muso duro, potremmo dire ricordando le parole di Pierangelo Bertoli, ma ne รจ profondamente ferita. Nora, che vive a Lucca ed รจ sposata con un rinomato notaio della cittร , deve scontrarsi con un evento improvviso e drammatico che ne segnerร  il futuro. Sono tutte donne alle prese con infelicitร  diverse ma ugualmente laceranti.
La felicitร  sfugge a tutte. รˆ cosรฌ difficile essere felici? Le vicende dei miei personaggi mi portano a dire di sรฌ.
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– Le diseguaglianze che erano presenti nella societร  degli Anni Sessanta e Settanta e che erano rispecchiate nel modo di vivere del paese Fornaci Di Barga, permeato in ogni suo strato dalla fabbrica, sono fortunatamente superate. Voglio fare qualche esempio. La divisione in classi sociali era talmente netta che il regolamento della sala cinematografica SMI vietava che gli operai si mescolassero agli impiegati e ai dirigenti nella visione del film. Gli operai accedevano alla platea, gli impiegati alla galleria. Il Campone, un campo giochi utilizzato ai tempi del Fascismo per le adunate del sabato fascista, questo รจ un ricordo di mia madre, era severamente vietato alle famiglie degli operai. In parole ancora piรน semplici, se io avessi voluto invitare una mia amica figlia di un operario non avrei potuto farlo. Nella mia famiglia la situazione era a suo modo assurda: mio padre e mia madre erano impiegati, mia zia Elda, sorella del babbo, operaia.
Ecco, credo che queste forme di diseguaglianza che sono state vissute malissimo, ne ho la certezza assoluta, siano oggi superate, quanto meno nella nostra realtร .
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– Le vicende di Cuori imperfetti si concludono il 20 luglio 1969, la notte in cui Apollo 11 con gli astronauti Neil Armstrong e Buzz Aldrin compie il primo allunaggio. Tutti i personaggi del romanzo, in luoghi diversi e con differenti stati dโ€™animo, assistono allโ€™evento epocale. Alzano gli occhi al cielo con speranza, i due ragazzi senzโ€™altro, con disperazione o malinconia, gli altri. Sรฌ, la luna ha sempre un forte potere sullโ€™animo umano. Anchโ€™io mi soffermo a rimirala ma, mi dispiace dirlo, non le ho mai dedicato una poesia. Il mio animo poetico, se veramente esiste, si esprime in prosa.
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– Giovanni Pascoli, senzโ€™altro. Il poeta che ha vissuto a lungo a Castelvecchio, vicino a Barga, oggi Castelvecchio Pascoli, luogo incantevole in cui si trovano la sua casa e il suo giardino, ha amato molto le piccole cose che danno sostanza al vivere quotidiano. Lo sento molto vicino.
La mia prima raccolta di racconti รจ intitolata La venditrice di piccole cose. Inconsapevolmente forse. Forse.
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– Molte Autrici e Autori di racconti che leggo da sempre. Tra le donne, Alice Munro, Grace Paley, Flannery Oโ€™Connor, Joyce Carol Oates, Elsa Morante, Joyce Lussuโ€ฆ
Tra gli uomini, Guy de Maupassant, Italo Calvino, Dino Buzzati, Ernest Hemingwayโ€ฆ senza dimenticare Stephen King.
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– Inizio come Autrice di racconti che sono pubblicati in quattro antologie.
* La venditrice di piccole cose, Incontri Editrice 2011
* Un pomeriggio quasi perfetto, Incontri Editrice 2013. Sono molto affezionata a questa raccolta con la quale nel 2015 ho vinto il Premio Joyce Lussu, cittร  di Offida.
* Prove di vita, Incontri Editrice 2015.
* Travestimento proibito, Tra le righe libri 2017
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– Ho partecipato per il secondo anno consecutivo al Salone del libro di Torino con il gruppo editoriale Tabula Fati Solfanelli. Il primo anno ero un poโ€™ spaesata, non sapevo bene che cosa fare ma anche che cosa aspettarmi. Il secondo anno lโ€™esperienza รจ stata molto piรน completa e soddisfacente. Collaborare con Silva Ganzitti, Manola Di Tullio e tutto il gruppo di autrici e autori presenti รจ stato unโ€™esperienza gratificante che vorrei rifare. Un poโ€™ faticosa, in veritร , ma veramente unica.
โ€ข๐€๐ฏ๐ž๐ง๐๐จ ๐ข๐ง๐ฌ๐ž๐ ๐ง๐š๐ญ๐จ ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ญ๐š๐ง๐ญ๐ข ๐š๐ง๐ง๐ข, ๐ฅ๐ž ๐ฆ๐š๐ง๐œ๐š๐ง๐จ ๐ข ๐ฌ๐ฎ๐จ๐ข ๐š๐ฅ๐ฎ๐ง๐ง๐ข?
– Ho sempre un buon ricordo dei miei alunni, ma il tempo della scuola รจ ormai trascorso. Ora ho rivolto i miei interessi ad altro, tra cui la scrittura. E poi ho Davide Kurt, mio nipote. Ha sei anni e mezzo e mi riempie la vita con la sua voglia di tutto. Gli ho dedicato i miei due romanzi, sia Cuori imperfetti sia Nina, che sperรฒ leggerร  da grande.
โ€ข ๐‚๐ข ๐๐ž๐ฌ๐œ๐ซ๐ข๐ฏ๐ž ๐ฎ๐ง ๐ž๐ฉ๐ข๐ฌ๐จ๐๐ข๐จ ๐›๐ž๐ฅ๐ฅ๐จ ๐๐ฎ๐ซ๐š๐ง๐ญ๐ž ๐ข ๐ฌ๐ฎ๐จ๐ข ๐š๐ง๐ง๐ข ๐๐ข ๐ข๐ง๐ฌ๐ž๐ ๐ง๐š๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐จ?
– Un ricordo molto bello? Una classe seconda, un ragazzo timidissimo, incapace di relazionarsi con gli altri. Non bullizzato ma certamente non molto amato dai compagni maschi. In quellโ€™anno avevamo deciso di mettere in scena il Macbeth. Io, la professoressa dโ€™inglese Cristina Chiappo e la professoressa di Musica Fernanda Frongia eravamo molto temerarie, in effetti. Volevamo che tutta la classe partecipasse, almeno con una battuta. Difficile convincere lโ€™alunno, a cui darรฒ il nome di Alessandro. Per tre mesi non ci fu verso, ogni tentativo riceveva un rifiuto. Poi il miracolo, non so come chiamarlo altrimenti. Accettรฒ di entrare in scena e di pronunciare una frase, vestito da soldato del Re.
Ne fui veramente commossa. Ecco, Alessandro รจ uno degli alunni che mi sono rimasti nel cuore.
โ€ข ๐‹๐š ๐ญ๐จ๐ฅ๐ฅ๐ž๐ซ๐š๐ง๐ณ๐š ๐ฌ๐ž๐œ๐จ๐ง๐๐จ ๐ฅ๐ž๐ข ๐žฬ€ ๐ฎ๐ง ๐ฉ๐ซ๐ž๐ ๐ข๐จ ๐จ ๐ฎ๐ง ๐๐ข๐Ÿ๐ž๐ญ๐ญ๐จ?
– Domanda ardua. Tolleranza ha un significato ambiguo. Ti tollero perchรฉโ€ฆ In questa accezione non mi piace troppo, lo ammetto. Se invece intendiamo tolleranza come accettazione dellโ€™altro per come รจ, mi trova piรน concorde. Il limite tra tolleranza sรฌ e no รจ tuttavia sempre molto difficile da definire, almeno per me.
โ€ข ๐ˆ๐ฅ ๐ฌ๐ฎ๐จ ๐ฎ๐ฅ๐ญ๐ข๐ฆ๐จ ๐ฅ๐ข๐›๐ซ๐จ ๐ฌ๐ข ๐ข๐ง๐ญ๐ข๐ญ๐จ๐ฅ๐š “๐๐ข๐ง๐š”, ๐œ๐ž ๐ง๐ž ๐ฏ๐ฎ๐จ๐ฅ๐ž ๐ฉ๐š๐ซ๐ฅ๐š๐ซ๐ž?
– Nina nasce dal desiderio di raccontare una storia contemporanea. Con questo romanzo mi sono decisamente distaccata dalle donne degli Anni Sessanta e Settanta a cui avevo sempre rivolto la mia preferenza. รˆ stato un salto importante e non facile essenzialmente per un motivo: Nina รจ una giovane donna straniera. Polacca, per la precisione, che sceglie di abbandonare il suo paese e di venire in Italia. Quando la conosciamo vive a Lucca e lavora in un pub. Non sappiamo perchรฉ abbia deciso di lasciare Lacko e la sua famiglia; lo scopriremo nel corso della narrazione che รจ essenzialmente cronologica e va dal 2015 al 2018, con un capitolo in flash black che ci riporta al 2010. Nina ci appare schiva e determinata a vivere la sua vita senza confessare nulla di sรฉ e del suo passato. Solo quando incontra Luigi, che al pari di lei ha un segreto doloroso con cui fare i conti, sembra sciogliere i nodi del passato. Il romanzo รจ diviso in due parti. La prima รจ intitolata La vita di Nina, la seconda Le vite degli altri. Come si puรฒ intuire i punti di vista della narrazione cambiano. Ne La vita di Nina il focus รจ sulla protagonista, ne Le vite degli altri hanno un loro spazio dedicato Elide, lโ€™anziana padrona della casa in cui abita la giovane donna; Luigi, lโ€™uomo con cui Nina ha una nuova possibilitร ; Marek, il fratello che, giunto inaspettatamente dalla Polonia, le renderร  le cose piรน difficili.
โ€ข ๐”๐ง๐š ๐ฌ๐ญ๐จ๐ซ๐ข๐š ๐ฉ๐ž๐ซ๐Ÿ๐ž๐ญ๐ญ๐š๐ฆ๐ž๐ง๐ญ๐ž ๐œ๐š๐ฅ๐š๐ญ๐š ๐ง๐ž๐ข ๐ ๐ข๐จ๐ซ๐ง๐ข ๐ง๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐ข ๐ช๐ฎ๐ข๐ง๐๐ข?
– Sรฌ, come ho anticipato rispondendo alla domanda precedente, con Nina affronto temi โ€“ essere straniera e in quanto tale subire una situazione di conflitto da parte di chi non vuole riconoscerti pari dignitร  โ€“ che non avevo toccato o avevo appena sfiorato nei racconti e in Cuori imperfetti.
โ€ข ๐๐ž๐ฅ ๐›๐ซ๐ž๐ฏ๐ž ๐ซ๐š๐œ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐จ ๐๐ž๐ฅ ๐ฅ๐ข๐›๐ซ๐จ “๐Œ๐ž๐ญ๐ญ๐ข ๐ฎ๐ง ๐ฉ๐จ๐ฆ๐ž๐ซ๐ข๐ ๐ ๐ข๐จ ๐’๐ž๐ฌ๐ญ๐š๐ญ๐ž” ๐œ๐ฎ๐ซ๐š๐ญ๐จ ๐๐š ๐’๐ข๐ฅ๐ฏ๐š ๐†๐š๐ง๐ณ๐ข๐ญ๐ญ๐ข, ๐ฅ๐ž๐ข ๐ฌ๐œ๐ซ๐ข๐ฏ๐ž ๐๐ข ๐ฎ๐ง ๐ญ๐ž๐ง๐ญ๐š๐ญ๐ข๐ฏ๐จ ๐๐ข ๐ฌ๐ญ๐ฎ๐ฉ๐ซ๐จ. ๐‚๐ž ๐ง๐ž ๐ฉ๐ฎ๐จฬ€ ๐ฉ๐š๐ซ๐ฅ๐š๐ซ๐ž?
– Parlando spesso di donne, ci sono temi che รจ impossibile non affrontare. La violenza contro le donne, lo stupro, il femminicidio sono atti criminali che si susseguono. Sollevano rabbia e sdegno, poi su di essi cala il silenzio. Nel breve racconto โ€˜Ricordo di un pomeriggio dโ€™estateโ€™, ho narrato in prima persona il tentativo di stupro di una dodicenne da parte di un uomo di mezzโ€™etร . Ho ambientato la storia in un luogo conosciutissimo e a me caro, il cimitero degli inglesi a Firenze. In una via molto trafficata, a poche centinaia di metri dal centro storico. Di pomeriggio e non di sera. In un tempo indefinito. Questo per ribadire che la violenza contro le donne trova luoghi, tempi e modi diversi per esprimersi e per questo nessuno di noi deve chiudere gli occhi e considerarsene immune.
โ€ข ๐‹๐š ๐ ๐ข๐จ๐ซ๐ง๐š๐ฅ๐ข๐ฌ๐ญ๐š ๐‚๐จ๐ง๐œ๐ข๐ญ๐š ๐ƒ๐ž ๐†๐ซ๐ž๐ ๐จ๐ซ๐ข๐จ ๐ฅ’๐ก๐š ๐Ÿ๐š๐ญ๐ญ๐š ๐š๐ซ๐ซ๐š๐›๐›๐ข๐š๐ซ๐ž ๐ฆ๐จ๐ฅ๐ญ๐จ. ๐๐ž๐ซ๐œ๐ก๐žฬ€?
– Vero. Ho provato molta rabbia mista a incredulitร  nel leggere lโ€™incipit dellโ€™articolo di Concita De Gregorio sullโ€™atto di vandalismo compiuto da alcuni influencer su una statua nel nord Italia, a Viggiรน, se ricordo bene. Mi sono chiesta per quale motivo la giornalista di Repubblica abbia paragonato quei teppisti ai disabili. Mi sono chiesta perchรฉ abbia richiamato alla mente le funeste classi differenziali, abbia deriso gli insegnanti di sostegno. E soprattutto abbia offeso con una posizione inaccettabile di abilismo i disabili e le loro famiglie. Forse perchรฉ ho insegnato nella scuola media per decenni, mi sono sentita chiamata in causa.
โ€ข ๐๐ซ๐จ๐ ๐ž๐ญ๐ญ๐ข ๐ฅ๐ž๐ญ๐ญ๐ž๐ซ๐š๐ซ๐ข ๐Ÿ๐ฎ๐ญ๐ฎ๐ซ๐ข?
– Mi sto guardando intorno. Non ho ancora unโ€™idea definita per un nuovo romanzo. In effetti, sento il bisogno di tornare a scrivere a pieno regime dei racconti. Amo la scrittura breve che รจ stata la mia prima esperienza. La signora Parrini รจ stato il primo racconto che ho avuto il piacere di veder pubblicato. Finalista nel 2008 al Premio Loria di Carpi ha fatto parte dellโ€™Antologia edita da Marcos Y Marcos. Dopo La signora Parrini ho continuato a scrivere racconti per poi approdare ai romanzi Cuori Imperfetti nel 2019 e Nina nel 2023. Non ho perรฒ dimenticato la mia passione iniziale che vedrรฒ di assecondare.
โ€ข ๐€ ๐œ๐ก๐ข ๐๐ž๐๐ข๐œ๐š ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐š ๐ข๐ง๐ญ๐ž๐ซ๐ฏ๐ข๐ฌ๐ญ๐š?
– Dedico questa intervista a Paola Stefani, lโ€™amica del cuore, che รจ deceduta due anni fa, in questi giorni di agosto. Mi manca e questa intervista รจ per lei.

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