Intervista a Pierfranco Bruni

๐‹’๐ข๐ง๐ญ๐ž๐ซ๐ฏ๐ข๐ฌ๐ญ๐š ๐๐ž๐ฅย ๐Œ๐š๐ซ๐ญ๐ž๐๐ขฬ€
๐—ฃ๐—ถ๐—ฒ๐—ฟ๐—ณ๐—ฟ๐—ฎ๐—ป๐—ฐ๐—ผ ๐—•๐—ฟ๐˜‚๐—ป๐—ถ
๐‘‘๐‘– ๐‘‡๐‘œ๐‘›๐‘– ๐น๐‘Ž๐‘”๐‘›๐‘Ž๐‘›๐‘–
โ€ข ๐ˆ๐ฅ ๐ฌ๐ฎ๐œ๐œ๐ž๐ฌ๐ฌ๐จ ๐๐ž๐ข ๐ฌ๐ฎ๐จ๐ข ๐ฅ๐ข๐›๐ซ๐ข ๐๐ข๐ฉ๐ž๐ง๐๐ž ๐๐š๐ฅ ๐Ÿ๐š๐ญ๐ญ๐จ ๐œ๐ก๐ž ๐ฅ๐ž๐ข ๐žฬ€ ๐ฎ๐ง๐จ “๐ฌ๐œ๐ซ๐ข๐ญ๐ญ๐จ๐ซ๐ž ๐œ๐จ๐ฆ๐ฉ๐ฅ๐ž๐ฌ๐ฌ๐จ” ๐œ๐ก๐ž ๐ฌ๐ฉ๐ž๐ฌ๐ฌ๐จ ๐ฏ๐š ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ๐œ๐จ๐ซ๐ซ๐ž๐ง๐ญ๐ž?
– Non saprei se la mia scrittura รจ complessa. O sono uno scrittore complesso. Scrivo per non compiacere. Perchรฉ ho un bisogno spirituale ed estetico di scrivere ciรฒ che abito, vivo, mi vive. Bisogna sempre scrivere di ciรฒ che si conosce anche se si rischia di essere ripetitivi. Ripetere aiuta altri modelli di scrittura. Non essere nella โ€œfollaโ€ porta, a volte, ad essere controcorrente. Dโ€™altronde amo la solitudine.
โ€ข ๐„ฬ€ ๐ฏ๐ž๐ซ๐จ ๐œ๐ก๐ž ๐ฅ๐š ๐ฌ๐ฎ๐š ๐ฉ๐ซ๐ข๐ฆ๐š ๐ฉ๐ฎ๐›๐›๐ฅ๐ข๐œ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐žฬ€ ๐ฌ๐ญ๐š๐ญ๐š ๐ฎ๐ง ๐ฅ๐ข๐›๐ซ๐จ ๐๐ข ๐ฉ๐จ๐ž๐ฌ๐ข๐ž?
– Il mio primo รจ stato un piccolo libro di poesie pubblicato nel 1975 dal titolo โ€œRitagli di tempoโ€. Mi auguro di ripubblicarlo in una plaquette anche se sono passati molti anni. Ero un ragazzo che si apriva al mondo.
โ€ข ๐๐ฎ๐ข๐ง๐๐ข ๐ฉ๐ซ๐ข๐ฆ๐š ๐ฉ๐จ๐ž๐ญ๐š ๐ž ๐ฉ๐จ๐ข ๐Ÿ๐ข๐ฅ๐จ๐ฌ๐จ๐Ÿ๐จ. ๐Œ๐š ๐ฉ๐ฎ๐จฬ€ ๐ฅ๐š ๐Ÿ๐ข๐ฅ๐จ๐ฌ๐จ๐Ÿ๐ข๐š ๐œ๐ซ๐ž๐š๐ซ๐ž ๐ž๐ฆ๐จ๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข ๐œ๐จ๐ฆ๐ž ๐ฅ๐š ๐ฉ๐จ๐ž๐ฌ๐ข๐š?
– La poesia รจ stata ed รจ tuttora importante. Leggo la vita sempre con un immaginario poetico nel quale lโ€™esistenza trova il suo senso e quella metafora di orizzonti che sono parte integranti del mio essere. Non credo che ci sia, nella mia lettura, una distanza notevole tra poesia e filosofia. Allievo della filosofa Maria Zambrano ho sempre considerato lโ€™incontro tra poesia e filosofia una metafisica dellโ€™anima. Creare e pensare il pensiero sono metafore della scrittura.
โ€ข ๐€ ๐ฏ๐จ๐ฅ๐ญ๐ž ๐ฆ๐ข ๐ฌ๐ž๐ฆ๐›๐ซ๐š ๐œ๐ก๐ž ๐ฅ๐ž๐ข ๐ฏ๐จ๐ ๐ฅ๐ข๐š ๐š๐ฌ๐ฌ๐ฎ๐ฆ๐ž ๐ฅ๐ž ๐ฌ๐ž๐ฆ๐›๐ข๐š๐ง๐ณ๐ž ๐๐ข ๐ฎ๐ง ๐ง๐š๐ซ๐ซ๐š๐ญ๐จ๐ซ๐ž ๐ฆ๐จ๐ซ๐š๐ฅ๐ข๐ฌ๐ญ๐š, ๐ฆ๐ข ๐ฌ๐›๐š๐ ๐ฅ๐ข๐จ?
– No. Non sono uno scrittore moralista. Almeno credo e spero. Lo scrittore deve mettersi in gioco con il mistero, la magia, il tempo. Forse anche per questo cerco di legare il pensiero alla creativitร , ovvero la filosofia alla poesia.
โ€ข ๐„๐ฌ๐ข๐ฌ๐ญ๐ž ๐ข๐ง ๐ฅ๐ž๐ข ๐ฎ๐ง ๐ฉ๐ฎ๐ง๐ญ๐จ ๐๐ข ๐ข๐ง๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ ๐Ÿ๐ซ๐š ๐š๐œ๐ฎ๐ฆ๐ž ๐ž ๐š๐ฆ๐š๐ซ๐ž๐ณ๐ณ๐š?
– Sono parti integranti della vita. Credo nellโ€™intelligenza e nel cuore. Ma lโ€™amarezza non mi interessa. รˆ giร  un sentiero da scontare. Sono convinto che la solitudine รจ una bellezza che supera il peggiore e il pessimo degli uomini.
โ€ข ๐๐ฎ๐จฬ€ ๐ฌ๐ฉ๐ข๐ž๐ ๐š๐ซ๐ž ๐ฅ’๐ˆ๐ฆ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ฌ๐ข๐›๐ข๐ฅ๐ž ๐๐ข๐ž๐ญ๐šฬ€ ๐๐ข ๐ƒ๐š๐ง๐ญ๐ž?
– Dante non puรฒ permettersi la pietร  nel momento in cui si accetta come eretico. Lโ€™uomo e il poeta sono navigatori dellโ€™assurdo. Lโ€™assurdo non puรฒ scivolare nella pietร  salvifica, ma nella salvezza redentrice. La Salvezza supera il possibile nel momento cui la pietร  di dissolve nella caritร . Dante รจ fortemente cristiano nella Luce, quindi รจ salvifico perchรฉ la metafora delle stelle รจ il superamento della foresta. La pietร  non aiuta. La Luce come Redenzione sรฌ.
โ€ข ๐๐ž๐ซ๐œ๐ก๐žฬ ๐๐ž๐Ÿ๐ข๐ง๐ข๐ฌ๐œ๐ž ๐“๐š๐ซ๐š๐ง๐ญ๐จ “๐‚๐ข๐ญ๐ญ๐šฬ€ ๐ƒ๐ž๐ฌ๐ญ๐ข๐ง๐จ” ๐ž ๐ช๐ฎ๐š๐ง๐๐จ ๐œ๐ข ๐ญ๐จ๐ซ๐ง๐š ๐๐ข๐ฏ๐ž๐ง๐ญ๐š ๐ฎ๐ง ๐ฉ๐ž๐ฅ๐ฅ๐ž๐ ๐ซ๐ข๐ง๐š๐ ๐ ๐ข๐จ?
– Lโ€™ho raccontato di recente in un mio breve saggio pubblicato su diverse testate e sulla โ€œGazzetta del Mezzogiornoโ€. Da ragazzino i miei genitori dalla Calabria mi portavano spesso a Taranto per una cena o festeggiare qualche occasione. Trascorrevamo le estati al mare di Trebisacce. Tre mesi allโ€™anno. Il destino. Io credo molto nel destino pur in un intreccio con la profezia. รˆ stato cosรฌ. La prima gita scolastica, frequentavo la terza media, se ricordo bene, mi condusse a visitare il museo di Taranto e a trascorrere due giornate nella citta dei Due Mari. A 18 anni con un gruppo di amici decidemmo, non so perchรฉ, a festeggiare la โ€œpromozioneโ€ per la patente di guida a Taranto. Quindi il mio primo viaggio da patentato. 1973. La prima fidanzatina di un mio carissimo amico era di Taranto e spesso andammo a Taranto a fare baldorie. Feci un concorso come assistente archeologo dopo la laurea e non per scelta mi inviarono a Taranto. Cittร  che doveva essere di passaggio. Ma non chiesi mai il trasferimento. A Taranto fui nominato per quattro anni addirittura vice presidente della Provincia come tecnicoโ€ฆ Insomma mi dovrรฒ decidere prima o poi a scrivere in modo narrante questo mio percorso in terra di Magna Grecia tarantinaโ€ฆ
โ€ข ๐ผ๐‘™ ๐‘Ÿ๐‘–๐‘๐‘œ๐‘Ÿ๐‘‘๐‘Ž๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘’ฬ€ ๐‘ฃ๐‘–๐‘ก๐‘Ž ๐‘’๐‘ ๐‘–๐‘ ๐‘ก๐‘–๐‘ก๐‘Ž ๐‘’ ๐‘Ÿ๐‘–๐‘ก๐‘œ๐‘Ÿ๐‘›๐‘Ž ๐‘Ž๐‘‘ ๐‘’๐‘ ๐‘ ๐‘’๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘’๐‘ ๐‘–๐‘ ๐‘ก๐‘’๐‘›๐‘ง๐‘Ž. ๐๐ฎ๐จฬ€ ๐ฌ๐ฉ๐ข๐ž๐ ๐š๐ซ๐œ๐ข ๐ฆ๐ž๐ ๐ฅ๐ข๐จ ๐ช๐ฎ๐ž๐ฌ๐ญ๐จ ๐œ๐จ๐ง๐œ๐ž๐ญ๐ญ๐จ?
– Ricordare non รจ solo vita passata. รˆ quella vita che si abita nel cuore. Quindi รจ una vita infinita. Il ricordo รจ un viaggio in ciรฒ che si รจ stati. Io vivo di ricordi che non mi portano mai al rimpianto. Mi portano a non dimenticare. Il ricordo รจ un dono. Non ci dร  la possibilitร  di dimenticare, di sradicarsi dal tempo, di entrare in una antropologia del proprio esistere.
๐Ÿ—) ๐๐ฎ๐š๐ฅ ๐žฬ€ ๐ฅ๐š ๐œ๐จ๐ฆ๐ฉ๐š๐ซ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐ญ๐ซ๐š ๐…๐ข๐ฅ๐จ๐ฌ๐จ๐Ÿ๐ข๐š ๐ž ๐ƒ๐ข๐ฌ๐ฌ๐จ๐ฅ๐ฏ๐ž๐ง๐ณ๐š?
– Nella vita tutto corre il rischio di dissolversi se non si ha la forza di rendere la vita stessa pensiero. Il pensiero non si dissolve. Il resto sรฌ. Il pensiero si tramanda. Anche quando non ci saremo piรน quella ontologia del pensare resta in quellโ€™altro che ti sta accanto o dentro ed รจ riuscito a catturare lโ€™anima del pensiero stesso.
๐Ÿ๐ŸŽ) ๐’๐ž๐œ๐จ๐ง๐๐จ ๐ฅ๐ž๐ข ๐ข๐ฅ ๐๐จ๐ฏ๐ž๐œ๐ž๐ง๐ญ๐จ ๐ง๐จ๐ง ๐žฬ€ ๐š๐ง๐œ๐จ๐ซ๐š ๐ฉ๐ซ๐จ๐ง๐ญ๐จ ๐ฉ๐ž๐ซ ๐œ๐จ๐ง๐ฌ๐ž๐ ๐ง๐š๐ซ๐ž ๐ฅ๐š ๐ฌ๐ฎ๐š ๐ž๐ซ๐ž๐๐ข๐ญ๐šฬ€ ๐š๐ฅ๐ฅ’๐ž๐ฉ๐จ๐œ๐š ๐ฌ๐ฎ๐œ๐œ๐ž๐ฌ๐ฌ๐ข๐ฏ๐š. ๐๐ž๐ซ๐œ๐ก๐žฬ?
– Nonostante la cosiddetta intelligenza artificiale viviamo, o vivo, dentro il passaggio del Novecento versoโ€ฆ Sul piano propriamente filosofico e letterario viviamo ancora di ereditร . Non possono nascondersi. Io sono figlio e resto figlio del Novecento nonostante le rivoluzioni dei nuovi saperi. Perchรฉ? Il Secolo post Novecento non ha offerto ancora alcuna possibilitร  allโ€™impossibile.
๐Ÿ๐Ÿ) ๐‚๐จ๐ฆ๐ž ๐ž ๐ช๐ฎ๐š๐ง๐๐จ ๐ฅ๐š ๐Ÿ๐ข๐ฅ๐จ๐ฌ๐จ๐Ÿ๐ข๐š ๐ž๐ง๐ญ๐ซ๐š ๐ข๐ง ๐œ๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐š๐ฌ๐ญ๐จ ๐œ๐จ๐ง ๐ฅ๐š ๐Ÿ๐ž๐๐ž?
– Pascal ha detto tanto e Kierkegaard ha definito. Non si pensa con la Ragione o non si pensa con la Ragione soltanto. Ma รจ il cuore che offre il senso e lโ€™orizzonte alla filosofia. La Fede รจ affidarsi non ragionare. Si รจ cercata la materialitร  delle cose. Ma la fede non ha bisogno sia della materialitร  che delle cose. Ha bisogno di Profezia e Provvidenza. Non vedo un contrasto. Ma due strade che cercano di incontrarsi e si incontreranno quando la ragione smetterร  di considerarsi Veritร .
๐Ÿ๐Ÿ) ๐‹๐š ๐œ๐ซ๐ข๐ฌ๐ญ๐ข๐š๐ง๐ข๐ญ๐šฬ€ ๐š๐ญ๐ญ๐ซ๐š๐ž ๐ฌ๐ž๐ฆ๐ฉ๐ซ๐ž ๐ฆ๐ž๐ง๐จ ๐ฏ๐จ๐œ๐š๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข, ๐ฉ๐ž๐ซ๐œ๐ก๐žฬ ๐š๐ฏ๐ฏ๐ข๐ž๐ง๐ž?
– Bella domanda. La fede non dร  certezze immediate e non dร  sicurezze materiali. Ma propone vocazione, contemplazione, mistero. Occorrono tempi non corti. Questa epoca brucia lโ€™stante. Ma direi che non si tratta, credo, di cristianitร  in sรฉ. Ma di religiositร . La cristianitร  รจ un affidarsi privato e non popolare. La religiositร  รจ una manifestazione popolare, direi antropologica e non ontologica e metafisica. Per Hegel Dio รจ morto. Discorso ripreso da Nietzsche. รˆ morto filosoficamente nella ideologia del pensiero secondo Hegel e diventa fenomenologia. Per me no. Per noi no. Cristo รจ un ecce homo che non muore perchรฉ รจ dentro la spiritualitร  di quellโ€™uomo che considerano finito come corpo. Ma lโ€™uomo รจ anima, spirito, se su vuole metafisica dellโ€™essere.
๐Ÿ๐Ÿ‘) ๐‹๐ž๐ข ๐ก๐š ๐š๐Ÿ๐Ÿ๐ž๐ซ๐ฆ๐š๐ญ๐จ:”๐ฟ๐‘Ž ๐‘™๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ก๐‘ข๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘Ÿ๐‘ข๐‘ ๐‘ ๐‘Ž โ„Ž๐‘Ž ๐‘–๐‘™ ๐‘Ÿ๐‘’๐‘Ž๐‘™๐‘–๐‘ ๐‘š๐‘œ ๐‘›๐‘’๐‘™๐‘™’๐‘–๐‘›๐‘ž๐‘ข๐‘–๐‘’๐‘ก๐‘œ ๐‘’๐‘ ๐‘–๐‘ ๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘’, ๐‘ข๐‘›๐‘Ž ๐‘–๐‘›๐‘ž๐‘ข๐‘–๐‘’๐‘ก๐‘ข๐‘‘๐‘–๐‘›๐‘’ ๐‘โ„Ž๐‘’ ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž๐‘ฃ๐‘œ๐‘™๐‘”๐‘’ ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘Ž ๐‘™๐‘Ž ๐‘ ๐‘ก๐‘œ๐‘Ÿ๐‘–๐‘Ž ๐‘’ ๐‘™๐‘Ž ๐‘๐‘œ๐‘›๐‘ก๐‘’๐‘š๐‘๐‘™๐‘Ž๐‘ง๐‘–๐‘œ๐‘›๐‘’” . ๐‚๐ข ๐ฉ๐ฎ๐จฬ€ ๐Ÿ๐š๐ซ๐ž ๐ฎ๐ง ๐ž๐ฌ๐ž๐ฆ๐ฉ๐ข๐จ?
– La letteratura russa รจ lโ€™essere dellโ€™ortodossia. รˆ la cristianitร  del Cristo che ritorna in una piazza di Siviglia e lo si vuole processare. Ma lโ€™immaterialitร  e lโ€™infinitezza non possono essere processati altrimenti scivola tutto nel sottosuolo. Il mio Dostoewskii รจ qui che ci affida il destino profetico dei popoli.
๐Ÿ๐Ÿ’) ๐€๐ฅ๐ž๐ค๐ฌ๐š๐ง๐๐ซ ๐’๐ž๐ซ๐ ๐ž๐ž๐ฏ๐ข๐œฬŒ ๐๐ฎ๐ฌฬŒ๐ค๐ข๐ง ๐ซ๐ข๐ž๐ง๐ญ๐ซ๐š ๐ญ๐ซ๐š ๐ ๐ฅ๐ข ๐š๐ฎ๐ญ๐จ๐ซ๐ข ๐ซ๐ฎ๐ฌ๐ฌ๐ข ๐‘‘๐‘’๐‘™๐‘™’๐‘–๐‘›๐‘ž๐‘ข๐‘–๐‘’๐‘ก๐‘œ ๐‘’๐‘ ๐‘–๐‘ ๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘’?
– Lโ€™ironia รจ sempre inquieta. Puskin รจ uno di quei poeti che ha tratteggiato nel dolore lโ€™ironia della inquietudine teatralizzandola. Sembra giocoso ma, per dirla con Pirandello, รจ un mal giocoso.
๐Ÿ๐Ÿ“) ๐๐ž๐ซ๐œ๐ก๐žฬ ๐ฅ๐š ๐ญ๐ซ๐š๐๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐žฬ€ ๐œ๐จ๐ฌ๐ขฬ€ ๐ข๐ฆ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐š๐ง๐ญ๐ž ๐ง๐ž๐ฅ ๐ฌ๐ฎ๐จ ๐ฉ๐ž๐ง๐ฌ๐ข๐ž๐ซ๐จ ๐Ÿ๐ข๐ฅ๐จ๐ฌ๐จ๐Ÿ๐ข๐œ๐จ?
– Perchรฉ ho bisogno di ereditร  e di radicamenti. La tradizione mi permette di navigare tra un Occidente sradicante e un Oriente dubbioso. Soltanto in quel Mediterraneo greco โ€“ latino รจ possibile rileggere lโ€™Occidente. Cosรฌ gli Orienti sono dentro le civiltร  dei sufi dei derrvishi e di una Persia che abbiamo dimenticato. Il Cantico dei Cantici รจ un perno centrale. Cosรฌ come รจ un perno centrale Ovidio e il suo esilio. Roma crolla nel momento in cui dimentica le sue ereditร  e cerca di superale con a sibaritide visione di una aristocrazia senza nobiltร . La Tradizione รจ ancora una volta non dimenticare e portare la memoria come un canto sciamano che traccia le strade da percorrere.
๐Ÿ๐Ÿ”) ๐‚๐ข ๐๐ข๐œ๐ž ๐ข๐ฅ ๐ฆ๐จ๐ญ๐ข๐ฏ๐จ ๐œ๐ก๐ž ๐ฅ’๐ก๐š ๐ฌ๐ฉ๐ข๐ง๐ญ๐š ๐š ๐๐ž๐๐ข๐œ๐š๐ซ๐ž ๐ฎ๐ง ๐ฅ๐ข๐›๐ซ๐จ ๐š ๐ฉ๐š๐ฉ๐š ๐๐ž๐ง๐ž๐๐ž๐ญ๐ญ๐จ ๐—๐•๐ˆ?
– Per lo stesso motivo di portare a riflettere sulla Tradizione. La Chiesa รจ Tradizione. Benedetto XVI รจ stato quel passaggio compiuto che ci ha ricondotto a San Paolo. La Chiesa che รจ stata paolina per secoli aveva trovato in Benedetto il legame tra la Cristianitร  e il cristocentrismo oltre il Concilio Vaticano II. Poi perchรฉ Benedetto dopo Santโ€™Agostino รจ il filosofo che ci parla di Paolo senza contraddizioni. Un dato che continua ad interessarmi e ad affascinarmi. Cโ€™รจ un punto oggi da chiarire. In una Chiesa che chiede di essere attiva nel pensiero moderno ha ancora senso leggere Paolo, le Lettere di Paolo, nella Santa Messa? Un interrogativo sul quale continuo a riflettere. La Tradizione รจ anche cercare di non perdere ciรฒ. E Benedetto mi ha interrogato anche su questo.
๐Ÿ๐Ÿ•) ๐ˆ๐ง ๐จ๐œ๐œ๐š๐ฌ๐ข๐จ๐ง๐ž ๐๐ž๐ข ๐Ÿ๐Ÿ“๐ŸŽ ๐š๐ง๐ง๐ข ๐๐ž๐ฅ๐ฅ๐š ๐ฌ๐œ๐จ๐ฆ๐ฉ๐š๐ซ๐ฌ๐š ๐๐ข ๐Œ๐š๐ง๐ณ๐จ๐ง๐ข, ๐ฅ’๐ž๐๐ข๐ญ๐จ๐ซ๐ž ๐’๐จ๐ฅ๐Ÿ๐š๐ง๐ž๐ฅ๐ฅ๐ข ๐ก๐š ๐ฉ๐ฎ๐›๐›๐ฅ๐ข๐œ๐š๐ญ๐จ ๐ฎ๐ง ๐ฅ๐ข๐›๐ซ๐จ ๐ข๐ง ๐œ๐ฎ๐ข ๐ฅ๐ž๐ข ๐š๐Ÿ๐Ÿ๐ž๐ซ๐ฆ๐š: “๐‘ ๐‘– ๐‘๐‘œ๐‘›๐‘ก๐‘–๐‘›๐‘ข๐‘Ž ๐‘ž๐‘ข๐‘’๐‘ ๐‘ก๐‘œ ๐‘›๐‘œ๐‘ ๐‘ก๐‘Ÿ๐‘œ ๐‘Ÿ๐‘–๐‘“๐‘™๐‘’๐‘ก๐‘ก๐‘’๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘ ๐‘ข ๐‘ข๐‘› ๐‘€๐‘Ž๐‘›๐‘ง๐‘œ๐‘›๐‘– ๐‘œ๐‘™๐‘ก๐‘Ÿ๐‘’ ๐‘–๐‘™ ๐‘š๐‘Ž๐‘›๐‘ง๐‘œ๐‘›๐‘–๐‘Ž๐‘›๐‘œ ๐‘š๐‘Ž๐‘›๐‘ง๐‘œ๐‘›๐‘–๐‘ ๐‘š๐‘œ”. ๐‚๐ข ๐ฉ๐ฎ๐จฬ€ ๐ฌ๐ฉ๐ข๐ž๐ ๐š๐ซ๐ž ๐œ๐ก๐ž ๐œ๐จ๐ฌ๐š ๐ข๐ง๐ญ๐ž๐ง๐๐ž ๐ฉ๐ž๐ซ ๐ฆ๐š๐ง๐ณ๐จ๐ง๐ข๐š๐ง๐จ ๐ฆ๐š๐ง๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข๐ฌ๐ฆ๐จ?
– Manzoni รจ stato letto male nel corso del tardo Ottocento e Novecento. Ha avuto una lettura scolastica o pesantemente accademica. Ma il vero Manzoni รจ nella bellezza della conversione e non nel proporre uno scrittore come autore di un romanzo storico. I Promessi Sposi รจ il romanzo della Redenzione, della Conversione, della Confessione. Il centro non รจ Don Abbondio o il matrimonio. รˆ il Cardinale con lโ€™Innominato. รˆ il romanzo del Bene sul Male ammettendo la presenza del Male. La storia รจ presente come in molti romanzi di quellโ€™epoca ma anche del Novecento. Il laicismo ha imposto la sua lettura. La critica storicista peggio. Ma non bisogna leggere soltanto il romanzo per comprendere la metafisica manzoniana. La sua scelta filosofica รจ fondamentale, proprio nei saggi filosofici, per entrare nel linguaggio del Cardinale Borromeo e nella confessione dellโ€™Innominato. Si รจ andati avanti per slogan. Manzoni ha creato il primo romanzo filosofico cristiano la cui cristianitร  non รจ serenitร  ma inquietudine e senso tragico. Le tragedie di Manzoni sono dentro il romanzo. La Monaca di Monza รจ un personaggio tragico non solo lโ€™espressione del male. Lo stesso Rodrigo รจ il male perchรฉ lโ€™inquieto. Invece si sono raccontate le storielle.
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– La leggerezza e il relativismo sono elementi diseducativi. Con questo non vorrei ritornare allo scrittore di una morale o moralista. Assolutamente no. La superficialitร  nasce dalla transizione oggi dei mezzi di comunicazione. Tutto possibile tutto immediato. Non รจ cosรฌ. Ecco perchรฉ nascono le nuove depressioni, i nuovi sensi di panico nelle generazioni giovanili. Lโ€™aumento dei psicofarmaci nei giovani nasce dalle delusioni del tutto possibile che diventa impraticabile o dellโ€™immediato che non esiste. La leggerezza e il relativismo nascono da una letteratura ideologizzata che ha tentato di seppellire la profonditร  e il ragionamento, non la ragione, sui fatti. I fatti e non le cose. Non esiste nel cuore la cosa. Esiste il sentimento.
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– A Rebecca. La mia nipotina di tre anni e mezzo che spesso mi chiede โ€œNonno che fai perchรฉ leggi e non giochi con me?โ€. Una bella domanda. La madre mi chiedeva: โ€œPaโ€™ pecchรจ scrivi sempreโ€ฆโ€. Sono passati tanti anni. Rebecca รจ la continuitร  della madre. A lei che si รจ impossessata dei miei libri e mi scrive lettere, pensando realmente di scrivereโ€ฆ Affinchรจ possa capireโ€ฆ ciรฒ che porto dentro.
Pierfranco Bruni

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